Crollo del ponte Morandi, chiesto il rinvio a giudizio per 59 indagati oltre ad Aspi e Spea
Le accuse contestate, a vario titolo: omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, rimozione dolosa di dispositivi di sicurezza, falso, omissione d’atti d’ufficio

All’udienza preliminare i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno hanno chiesto il rinvio a giudizio per Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Aspi e Atlantia di altre 58 persone, al tempo a capo di Aspi e di Spea, l’azienda della galassia Atlantia incaricata delle manutenzioni oltre ai dirigenti del ministero delle Infrastrutture e del Provveditorato, accusati di non aver controllato le condizioni del ponte Morandi e l’operato delle aziende. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati gravissimi che avrebbero concorso alla sciagura in cui, il 14 agosto, 2018, hanno perso la vita 43 persone. Il movente? La riduzione dei costi che sarebbero stati necessari per le manutenzioni al fine di aumentare i dividendi di Aspi.
I pubblici ministeri hanno anche chiesto il dissequestro dei reperti conservati dove è progettata la realizzazione del Parco della Memoria per commemorare le vittime.


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